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Blu Strutturale

Biblioteca pubblica - Torino, IT - Architettura

Costruire nel costruito: un blocco blu del silenzio avvolto da una rampa in movimento.

Il progetto nasce come un gioco di “scatole cinesi” - per citare Moneo, segue il concetto di “costruire nel costruito”. Poiché la biblioteca è luogo di quiete e silenzio assoluto, questa funzione si concentra nel blocco blu. Conversazioni, incontri casuali e flussi di movimento avvengono invece all’esterno, su una rampa che avvolge il blocco. La quiete si contrappone al moto.

Strutturalmente ho immaginato un edificio che ponesse una domanda ai passanti: “Come sta in piedi?”. Due appoggi su un lato e un unico appoggio sull’altro: due sistemi strutturali indipendenti che insieme generano tre supporti a L incastrati. La sfida maggiore è la parte con l’appoggio centrale unico, che crea grandi sbalzi laterali: la soluzione sono i cavi in copertura che “tirano” le porzioni a sbalzo del solaio.

Se l’obiettivo iniziale è suscitare curiosità, voglio anche dare una risposta - da qui il nome Blu Strutturale. Come evidenziando con un pennarello, gli elementi portanti sono colorati di blu e lasciati a vista all’ultimo piano. In linea con la Lampada della Verità di Ruskin, la struttura viene rivelata apertamente, senza rivestimenti né mascheramenti.

Siamo nella città compatta, tra il grattacielo San Paolo, la stazione di Porta Susa e il Palazzo della Provincia, lungo corso Inghilterra e corso Matteotti: un’area “irrisolta”, che il PRG del 1995 destinava a un grattacielo delle Ferrovie dello Stato. La vicinanza alla Cittadella del Politecnico e il flusso costante dalla stazione suggeriscono la biblioteca come funzione ideale.

Di giorno la tenda opaca dell’involucro nasconde la struttura; salendo i blocchi scala vetrati il nucleo blu si svela gradualmente. Di notte l’edificio emette luce dall’interno, come una lanterna che illumina la piazza: la superficie opaca diventa trasparente e lascia leggere il gioco dei volumi.

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